VILLA MASSIMO, COMITATO: CHIUSA DA CINQUE ANNI, M5S E PD COMPLICI INGIUSTIZIA

"L’ingiusta chiusura del giardino Giuseppe De Meo di viale di Villa Massimo compie oggi cinque anni esatti, sessanta mesi in cui migliaia di famiglie con bambini e anziani della Capitale, in particolare del quadrante Nomentano-Italia, sono state crudelmente private di un importantissimo spazio pubblico che da settant’anni rappresentava il più importante punto di ritrovo e di aggregazione per i nonni ed i nipoti del nostro territorio. Il Comitato per la Riapertura di Villa Massimo oggi ha manifestato con cartelli e striscioni davanti ai cancelli chiusi del giardino per chiedere all’amministrazione comunale a guida cinque stelle e a quella municipale a guida PD di sbloccare finalmente questa assurda vicenda burocratica e riaprire al pubblico al più presto la villa". Lo afferma in una nota Emanuele Iannuzzi (fondatore e portavoce del Comitato per la Riapertura di Villa Massimo).
"Sia il Consiglio di Stato, che si è pronunciato finalmente in via definitiva nel dicembre scorso, sia la Soprintendenza del Mibact, che già da mesi ha dato il nulla osta per un eventuale progetto di ripristino dei luoghi, hanno già più volte espresso parere favorevole alla riapertura dei cancelli - aggiunge - Ciò nonostante, ad oggi il Comune di Roma e il Municipio Secondo sono ancora del tutto immobili e non muovono un dito per porre fine a questa lunga ingiustizia, che ha causato già troppa sofferenza ai cittadini di questo quartiere. Dunque, appare oggi ancor più evidente quanto denunciamo da molto tempo: dietro una finta contrapposizione politica puramente di facciata tra PD e M5S vi è in realtà tra tra loro un accordo ben saldo per mantenere chiusi i cancelli il più a lungo possibile, allo scopo di poter speculare entrambi su questa vicenda ancora a lungo, accampando finte scuse basate sul nulla per continuare a tenere in ostaggio questo giardino dei loro interessi elettorali. Per una manciata di voti, che PD e M5S si spartiscono da ormai ben tre tornate elettorali all’interno del piccolo gruppo di confinanti che da anni vogliono rendere Villa Massimo un deserto vuoto e silenzioso, hanno relegato da cinque anni questo spazio all’abbandono ed al degrado, con grave danno per migliaia di famiglie: questo non è più tollerabile. Oggi siamo andati sotto le finestre dei "difensori" di questa assurda chiusura, per gridare loro tutto il nostro sdegno e la nostra rabbia. Non è più il tempo della moderazione e del dialogo, chi è nemico del bene di migliaia di famiglie è nostro nemico, e va combattuto duramente con ogni mezzo fino alla fine. Non ci fermeremo finché non vedremo i cancelli riaperti ed il parco restituito ai cittadini".

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