Per la presunta evasione dell’Iva legata a un algoritmo giudicato non in regola con gli obblighi fiscali e doganali dell’Unione europea, la Procura di Milano ha chiesto oggi, 12 marzo 2026, il rinvio a giudizio di Amazon EU Sarl e di quattro dirigenti (tre manager e un manager statunitense). L’accusa parla di un mancato versamento stimato in 1,2 miliardi di euro tra 2019 e 2021, in Italia.
Processo chiesto a Milano: l’accusa e il nodo dell’algoritmo
La richiesta porta la firma del pm Elio Ramondini ed è stata depositata davanti alla giudice dell’udienza preliminare, la gup Tiziana Landoni, chiamata ora a fissare la data dell’udienza preliminare. Sarà lì che accusa e difese metteranno le carte sul tavolo. E solo allora si capirà se si andrà davvero a dibattimento.
Al centro dell’impianto accusatorio c’è un punto preciso: il sistema informatico che gestiva le vendite — negli atti definito algoritmo “indifferente” agli adempimenti — non avrebbe assicurato il corretto rispetto degli obblighi Iva e delle procedure doganali previsti dalle regole europee. Un passaggio tecnico, ma decisivo. Secondo la Procura avrebbe pesato in modo sistematico sulla tassazione delle operazioni.
L’indagine è della Guardia di finanza di Milano e si concentra sul triennio 2019-2021, indicato come il periodo in cui si sarebbe accumulata la presunta evasione da circa 1 miliardo e 200 milioni. Gli investigatori hanno ricostruito i flussi di vendita e il modo in cui, secondo l’accusa, venivano gestiti gli aspetti fiscali e doganali delle transazioni.
I dettagli più puntuali — come specifiche righe di codice o procedure interne finite sotto contestazione — non sono stati resi noti nelle comunicazioni disponibili. Restano, per ora, nei fascicoli. La società e i manager coinvolti avranno modo di replicare in udienza.
Accordo col Fisco e fronte penale: i 527 milioni non chiudono tutto
Quello milanese è uno dei tre filoni d’indagine che negli ultimi anni hanno coinvolto il gruppo fondato da Jeff Bezos. Sullo sfondo c’è anche l’intesa raggiunta a dicembre: Amazon, con un accordo con l’Agenzia delle Entrate, si è impegnata a versare al fisco italiano 527 milioni di euro, interessi inclusi.
Ma quel pagamento, da quanto risulta, non archivia automaticamente il versante penale. Sono piani diversi. E la valutazione della Procura — ora al vaglio del giudice — resta legata alle responsabilità contestate e al funzionamento dell’algoritmo nel periodo indicato. “Vedremo in aula”, ha confidato una fonte giudiziaria, “se l’impianto regge punto per punto”.








