Ambiente

Il borgo fantasma alle porte di Roma che attira migliaia di turisti: perché gli abitanti sono scappati

Canale Monterano
Canale Monterano dall'alto (IG discover.lazio)

Silenzio. Ruderi. Alberi che si riprendono tutto. A meno di un’ora dalla Capitale esiste un luogo che sembra uscito da un film post-apocalittico: Canale Monterano.

Chi arriva qui per la prima volta resta spiazzato. Non è il classico borgo medievale restaurato, con le botteghe e i ristoranti. È un paese fantasma vero, con muri scrostati, archi crollati, strade che non portano più da nessuna parte.

Un paese cancellato dal tempo

Il vecchio abitato di Canale Monterano sorge dentro quella che oggi è la Riserva Naturale Regionale Monterano. Un’area protetta fatta di boschi, zolfo, cascate, sentieri. E rovine.

Qui vivevano centinaia di persone fino alla fine del Settecento. Poi arrivarono i problemi seri. La malaria, innanzitutto. Le paludi vicine rendevano la vita difficile, spesso impossibile. A questo si aggiunsero saccheggi, instabilità, condizioni sanitarie sempre peggiori.

La decisione fu drastica. Gli abitanti lasciarono il borgo e si spostarono più a valle, dando vita all’attuale centro di Monterano, oggi frazione del comune di Canale Monterano. Il vecchio paese rimase lì, vuoto. Da allora nessuno ci ha più abitato davvero.

Bernini tra le rovine

In mezzo ai ruderi spunta una presenza inattesa. La chiesa e il convento di San Bonaventura, attribuiti a Gian Lorenzo Bernini. Sì, proprio lui. Non è l’opera più celebre dell’artista, certo. Ma vederla qui, isolata, circondata dal verde e dalle pietre cadute, fa un certo effetto. Un capolavoro incompleto, o almeno così appare. Bello e malinconico insieme.

Passeggiando tra le strutture crollate si riconoscono palazzi, fontane, resti di abitazioni nobiliari. Segni di un passato che doveva essere anche prospero, non solo rurale. Eppure tutto si è fermato. Letteralmente.

Perché oggi attira così tante persone

Negli ultimi anni il flusso di visitatori è cresciuto. Escursionisti, fotografi, curiosi, famiglie in cerca di una gita diversa dal solito lago o dalla solita villa storica.

Il motivo è semplice. Canale Monterano non assomiglia a niente di ciò che si vede nei dintorni di Roma. Non è “ripulito”. Non è addomesticato. È un pezzo di storia lasciato quasi intatto, con la natura che avanza senza chiedere permesso.

C’è chi lo conosce per il cinema. Qui sono state girate scene di film famosi, western italiani, produzioni internazionali. Le rovine funzionano perfettamente come set naturale. Ma dal vivo è un’altra cosa. Molto più potente.

L’impatto reale per chi vive nel Lazio

Per i residenti della zona il villaggio deserto è diventato una risorsa ambigua. Porta turismo, sì. Ma anche problemi di gestione, affollamenti improvvisi nei weekend, parcheggi pieni, sentieri stressati.

canale Monterano

Canale Monterano il borgo abbandonato (omniroma.it)

Per chi arriva da Roma, invece, è la classica scoperta sorprendente. Un luogo vicino ma fuori dai circuiti più battuti. Una gita che costa poco, almeno rispetto ad altre destinazioni.

Si cammina, si esplora, si immagina com’era la vita tra quelle mura. Bambini che giocano, botteghe aperte, nobili che passeggiano. Poi basta un attimo. Un crollo, una finestra senza vetri, una pianta che cresce dentro una stanza. E l’illusione svanisce.

Un fascino che divide

C’è chi lo trova affascinante. Chi inquietante. Chi semplicemente triste. Le rovine raccontano abbandono, malattie, migrazioni forzate. Non esattamente una cartolina rassicurante. Eppure continuano ad attirare. Forse perché ricordano quanto siano fragili i luoghi che oggi consideriamo stabili. Case, paesi, città. Tutto sembra eterno. Non lo è.

A Canale Monterano il tempo non è passato. Si è fermato. O almeno così sembra, camminando tra pietre che non sono mai state ricostruite e strade che non hanno più voci.

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