Roma questo fine settimana non resta a guardare. Tra lanterne rosse, mercati affollati e teatri pieni, il 21 e 22 febbraio la città cambia ritmo e costringe a scegliere.
Lanterne rosse, dinosauri e mercati che resistono
Il cuore simbolico del weekend batte a piazza Vittorio. Ai Giardini Nicola Calipari si festeggia il Capodanno Cinese 2026, anno del Cavallo di Fuoco. Dalle 9 alle 21, ingresso libero, spettacoli, danze del leone, gastronomia, famiglie con bambini e curiosi che si fermano anche solo per guardare la parata dei draghi prevista domenica. Non è una festa “per turisti”: è un pezzo di città che si riconosce e si mostra.
A pochi passi, il Mercato Centrale decide per la prima volta di entrare davvero dentro la cultura cinese. Laboratori, cooking class, cene tradizionali. È un modo diverso di vivere la stessa ricorrenza: meno piazza, più esperienza ravvicinata. Funziona? Dipende da quanto si ha voglia di fermarsi.
Chi invece punta sull’atmosfera industriale può dirigersi al San Paolo District per il Vintage Market. Oltre duecento espositori, tra abiti selezionati, illustratori, artigiani, vinili, piante, cosmesi bio. Il vecchio deposito ATAC si trasforma in un laboratorio aperto. C’è chi compra, chi fotografa, chi passa il pomeriggio a curiosare senza acquistare nulla. Succede spesso.
Al Garum – Museo della Cucina torna Ficus al Massimo: due piani e una corte esterna con moda sostenibile, poster, gioielli, home decor. Il museo si visita gratis. E questo dettaglio, in una città dove tutto ha un costo, non è secondario.
Poi c’è il cibo che chiama cibo. Da Eataly Roma Ostiense va avanti il Supplì & Fritti romani Festival: filetti di baccalà, fiori di zucca, supplì in tutte le varianti. File inevitabili nelle ore centrali, ma anche quella soddisfazione un po’ infantile di mangiare fritto senza troppi sensi di colpa.
Per i più piccoli – e per genitori in cerca di un pomeriggio diverso – lo Stadio di Domiziano ospita il T-Rex Lab. Simulazioni di scavo, fossili da riportare alla luce, laboratorio su pietra. I bambini escono sporchi di polvere e felici. Non sempre le due cose coincidono.
Teatro, libri e gite fuori porta
Ultimo weekend per “Il piccolo principe” al Teatro Olimpico. Stefano Genovese sceglie una messa in scena che mescola prosa, musical, circo. Non tutto è lineare, ma forse non deve esserlo. Chi ama il testo originale ritrova certe atmosfere; chi lo conosce meno si lascia portare.
Centrale Preneste Teatro propone “Ciurma! Pendagli da forca”, storia di sogni abbandonati e pappagalli parlanti. È teatro per bambini dai sei anni, ma parla anche agli adulti che hanno smesso di immaginare.
Alla Città dell’Altra Economia torna Oblivion, fiera del libro e del fumetto dedicata al fantastico. Fantascienza, horror, weird. Ingresso gratuito. Non è una rassegna gigantesca, ma ha quell’aria un po’ laterale che spesso a Roma manca.
Il FAI Roma porta le famiglie all’Accademia di Egitto per un Carnevale tra faraoni e Tutankhamon. Un modo curioso di chiudere la stagione mascherata con un salto nella storia.
Chi preferisce lo shopping all’aperto trova Gli Ambulanti di Forte dei Marmi sabato all’Eur e domenica tra Don Bosco e Centocelle. Orario continuato, anche con la pioggia. E se il tempo tiene, il mercato della domenica a Campagnano di Roma offre antiquariato e una mostra di ceramica antica a Palazzo Venturi.
Infine, a Pomezia, la Festa Siciliana porta arancine, pane ca meusa, cannoli e vini artigianali. Non è Roma centro, ma in mezz’ora di macchina si cambia atmosfera.
Il punto è questo: il weekend del 21 e 22 febbraio a Roma non obbliga a un’unica direzione. La città si apre a macchia di leopardo, tra centro e periferia, cultura alta e street food, teatro e mercati. Bisogna scegliere. E a volte, in questa città, scegliere è già metà dell’esperienza.








