Cultura

Fontana di Trevi a Roma, sapete quanto incassa al giorno con il lancio delle monete dei turisti? Siamo ai livelli di un calciatore di Serie A

Fontana di Trevi
Fontana di Trevi a Roma (ominroma.it)

La scena è sempre la stessa: un turista di spalle, una moneta stretta tra le dita, un desiderio sussurrato e il gesto simbolico verso la vasca più famosa d’Italia. Ma quanto denaro finisce davvero ogni giorno nella Fontana di Trevi? E che fine fanno tutte quelle monete?

Gettare una moneta nella Fontana di Trevi non è solo folklore. È una delle usanze più radicate tra i visitatori della capitale: secondo la credenza popolare, lanciare una moneta garantirebbe il ritorno a Roma. Un rito semplice, ripetuto da milioni di persone ogni anno.

Molti immaginano che le monete restino lì per mesi, adagiate sul fondo fino a ossidarsi. Non è così.

Le monete non restano nella fontana

Le monete vengono raccolte con regolarità. Non solo per una questione di decoro, ma anche per motivi pratici:

  • Qualità dell’acqua: la presenza prolungata di metalli potrebbe alterare l’equilibrio chimico.
  • Manutenzione e sicurezza: accumuli eccessivi potrebbero interferire con il sistema idraulico.

L’idea che il peso delle monete possa far “crollare” la fontana appartiene più al mito che alla realtà, ma rende bene l’idea delle quantità sorprendenti di denaro raccolte.

Quanto si raccoglie ogni giorno?

Le cifre lasciano spesso a bocca aperta. In media:

  • Circa 3.000 euro al giorno nei periodi di maggiore affluenza turistica.
  • Su base annua, si arriva a quasi un milione di euro (variabile in base ai flussi turistici).

Numeri che fanno sorridere se confrontati con altri mondi: una “rendita” quotidiana degna dello stipendio di un calciatore di Serie A.

Dove finiscono i soldi?

Ed è qui che la storia diventa ancora più interessante. Il denaro raccolto non va disperso: le monete vengono destinate a iniziative solidali, tradizionalmente affidate alla Caritas di Roma, che utilizza i fondi per:

  • sostegno alle famiglie in difficoltà
  • mense sociali
  • progetti di inclusione

Un gesto nato come superstizione si trasforma così in aiuto concreto per chi ne ha bisogno.

Scoprire che una fontana possa “incassare” migliaia di euro al giorno è una di quelle curiosità che stupiscono anche i romani. E puntualmente riaccende il fascino di un monumento che non è solo capolavoro artistico, ma anche simbolo di speranza, desideri e solidarietà.

La prossima volta che lancerete una moneta, saprete che quel piccolo gesto potrebbe valere molto più di un semplice desiderio. 

La Fontana di Trevi ora si paga

“È vero che per visitare la Fontana di Trevi bisogna pagare?” La Fontana di Trevi non è diventata un museo a pagamento e non esiste un biglietto per “vederla”. Il monumento resta lì, imponente e gratuito, visibile da Piazza di Trevi esattamente come sempre.

fontana di trevi

Turista vicino alla Fontana di Trevi a Roma (omniroma.it)

La novità riguarda piuttosto il modo in cui ci si avvicina alla fontana, per contenere il sovraffollamento e migliorare la gestione dei flussi, il Comune ha introdotto un ticket simbolico di 2 euro destinato a chi desidera accedere all’area più ravvicinata, quella a ridosso della vasca. Non si tratta quindi di pagare per ammirare la fontana, ma per entrare nello spazio più vicino, tradizionalmente preso d’assalto per fotografie, selfie e – naturalmente – per il celebre lancio della monetina.

Una distinzione sottile ma importante, che cambia la percezione della misura: la Fontana di Trevi resta gratuita, mentre l’accesso al “catino” viene regolato.

E la monetina? Si può ancora lanciare

Il gesto più iconico legato alla Fontana di Trevi, quello che milioni di visitatori ripetono ogni anno con un misto di speranza e romanticismo, non è stato cancellato. Lanciare la moneta resta possibile, ma oggi l’esperienza assume contorni leggermente diversi.

Chi sceglie di entrare nell’area ravvicinata tramite il ticket può vivere il rituale nella sua forma più classica: spalle alla fontana, moneta sopra la spalla, desiderio espresso. Tutto come da tradizione.

Per chi invece resta nella piazza, la situazione è più sfumata. La fontana è perfettamente visibile e fotografabile, ma la distanza dall’acqua rende il lancio meno immediato. Non è vietato in senso assoluto, ma diventa un gesto meno naturale, meno “cinematografico”. In altre parole, non impossibile, ma nemmeno identico all’esperienza ravvicinata.

Ed è proprio questo il punto della nuova regolamentazione: non eliminare la tradizione, bensì incanalarla in uno spazio controllato.

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