Cultura

Giardino di Ninfa, riaprono le visite nel 2026: calendario, storia e percorsi tra natura e rovine medievali

Giardino di Ninfa
Giardino di Ninfa, riaprono le visite nel 2026: calendario, storia e percorsi tra natura e rovine medievali - Omniroma.it

Con l’arrivo della primavera torna visitabile uno dei giardini più suggestivi d’Italia.

Il Giardino di Ninfa riaprirà al pubblico il 21 e 22 marzo 2026, primo fine settimana della nuova stagione. Da quel momento e fino a novembre, le visite saranno organizzate nei weekend e nei giorni festivi, con un calendario distribuito lungo tutto l’anno.

Il luogo è diventato nel tempo una meta molto amata da chi cerca un paesaggio diverso dai giardini tradizionali. Qui la vegetazione cresce tra i resti di una città medievale abbandonata: torri, chiese e mura convivono con alberi secolari, rose rampicanti e corsi d’acqua limpidi.

Un giardino nato sulle rovine di una città

Il fascino del Giardino di Ninfa deriva dalla sua storia. L’area si sviluppa sulle rovine di una città medievale che nel corso dei secoli fu progressivamente abbandonata.

Il nome richiama un antico tempio romano dedicato alle ninfe delle acque, costruito vicino alle sorgenti che ancora oggi alimentano il fiume Ninfa. In epoca medievale la zona divenne un centro abitato importante della pianura pontina.

Dall’XI secolo la città passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Tuscolo e i Frangipane. Nel 1298 arrivarono i Caetani, quando Benedetto Caetani – il futuro papa Bonifacio VIII – acquistò la città per il nipote Pietro II.

Nel XIV secolo Ninfa fu devastata durante i conflitti legati al Grande Scisma e, anche a causa della malaria diffusa nelle paludi circostanti, non fu più ricostruita. Oggi restano i ruderi di cinque chiese, torri e mura medievali.

Dalla città abbandonata al giardino romantico

Alla fine dell’Ottocento la famiglia Caetani tornò a occuparsi di questo territorio. Fu soprattutto Ada Bootle Wilbraham, insieme ai figli Gelasio e Roffredo Caetani, a promuovere la bonifica delle paludi e la creazione di un giardino in stile paesaggistico anglosassone.

Tra le rovine medievali iniziarono a crescere cipressi, lecci, rose, faggi e magnolie. Alcuni edifici storici, come il palazzo baronale, furono restaurati e integrati nel nuovo paesaggio.

Negli anni Trenta del Novecento il giardino divenne anche un punto di incontro per artisti e scrittori grazie a Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani.

L’ultima grande custode del luogo fu Lelia Caetani, pittrice e botanica, che arricchì il giardino introducendo nuove specie vegetali e realizzando anche un piccolo giardino roccioso chiamato “colletto”.

Un patrimonio naturale ricco di specie

Oggi il giardino si estende su circa otto ettari e ospita oltre 1.300 specie di piante. In primavera fioriscono ciliegi ornamentali, rose antiche e magnolie, mentre lungo i corsi d’acqua crescono iris palustri e aceri giapponesi.

L’area rappresenta anche un habitat importante per la fauna locale: nel parco sono state osservate circa cento specie di uccelli, attratte dalla presenza costante di acqua e vegetazione.

Dal 2000 il complesso è stato riconosciuto come Monumento Naturale dalla Regione Lazio.

Le visite tra giardino e proprietà dei Caetani

I percorsi guidati non riguardano soltanto il giardino storico. L’esperienza può essere completata visitando altre proprietà legate alla famiglia Caetani.

Tra queste c’è il Parco Pantanello, un’area naturale di circa cento ettari dove sono stati ricreati gli ambienti umidi dell’antica pianura pontina, e il Castello Caetani nel borgo medievale di Sermoneta, dove sono conservati affreschi provenienti dalle chiese distrutte della città di Ninfa.

Il calendario delle aperture 2026

La Fondazione Caetani, che gestisce il complesso, ha pubblicato il calendario delle giornate di visita per il 2026.

Marzo: 21, 22, 28, 29

Aprile: 4, 5, 6, 11, 12, 18, 19, 25, 26

Maggio: 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30, 31

Giugno: 2, 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28

Luglio: 3, 4, 5, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26, 31

Agosto: 1, 2, 7, 8, 9, 14, 15, 16, 21, 22, 23, 28, 29, 30

Settembre: 5, 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27

Ottobre: 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31

Novembre: 1, 7, 8

Durante i mesi di luglio e agosto sono previste anche aperture serali dal venerdì alla domenica, con percorsi guidati al tramonto. Una formula che negli ultimi anni ha attirato molti visitatori, soprattutto nelle giornate più calde dell’estate.

Informazioni per la visita

Il Giardino di Ninfa si trova nel Lazio, in provincia di Latina, nel territorio del comune di Cisterna di Latina, alle falde dei monti Lepini, a breve distanza dai borghi storici di Sermoneta e Norma.

Indirizzo: Via Provinciale Ninfina, 68 – Doganella di Ninfa.

Le visite sono possibili solo nelle giornate previste dal calendario e la prenotazione è obbligatoria attraverso il sito ufficiale della Fondazione Caetani, dove è possibile consultare anche orari, modalità di accesso e disponibilità dei percorsi guidati.

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