Un intervento al polmone eseguito con chirurgia robotica e senza intubazione tracheale, con dimissione il giorno successivo.
È quanto avvenuto al Policlinico Tor Vergata di Roma, dove l’équipe di Chirurgia Toracica ha operato un paziente con importanti problemi respiratori mantenendo la ventilazione spontanea per tutta la durata dell’operazione.
Non si tratta di un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. Per chi soffre di patologie respiratorie croniche, l’intubazione e la ventilazione meccanica possono aumentare il rischio di complicanze. Ridurre questo passaggio significa alleggerire lo stress sull’organismo già compromesso.
Chirurgia robotica e approccio “non intubato”
L’intervento è stato una trisegmentectomia polmonare robotica, cioè l’asportazione di tre segmenti del polmone tramite tecnologia robotica. Questo tipo di chirurgia consente movimenti estremamente precisi, un trauma chirurgico più contenuto e, nella maggior parte dei casi, un recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.
L’elemento più innovativo è stato però l’approccio anestesiologico. Il paziente non è stato sottoposto a intubazione tracheale e ha mantenuto la ventilazione spontanea durante tutta l’operazione. Una scelta adottata proprio per limitare i rischi legati alla ventilazione meccanica e ridurre l’impatto fisiologico dell’intervento.
Per i pazienti fragili o con comorbidità respiratorie importanti, questa differenza può incidere in modo concreto sul decorso post-operatorio.
Perché cambia la prospettiva per i pazienti
L’integrazione tra chirurgia robotica mini-invasiva e tecnica anestesiologica non intubata rappresenta oggi una delle evoluzioni più avanzate nel trattamento del tumore polmonare e di altre patologie toraciche complesse.
Non elimina i rischi legati a un intervento toracico, che resta comunque un’operazione ad alta complessità. Ma consente di personalizzare la cura in base alle condizioni reali del paziente, evitando procedure che potrebbero aggravare un quadro clinico già delicato.
In questo caso il decorso è stato rapido e regolare. Il paziente è stato dimesso dopo appena 24 ore, in buone condizioni cliniche. Un dato che per molte famiglie fa la differenza: meno giorni in ospedale significa meno stress, meno esposizione a complicanze e un ritorno più veloce alla quotidianità.
Un segnale per la sanità pubblica
Il risultato rafforza il ruolo del Policlinico Tor Vergata come centro impegnato nell’introduzione di tecniche avanzate in ambito toracico. La sfida, ora, è capire quanto questo tipo di approccio potrà essere esteso ad altri pazienti e in quanti centri sarà replicabile.
La chirurgia del polmone resta un ambito delicato, dove ogni scelta tecnica pesa. Ma quando tecnologia e anestesia lavorano insieme per ridurre l’impatto sull’organismo, il concetto di intervento “invasivo” inizia a cambiare. E per chi affronta una diagnosi polmonare, anche un giorno in meno di ospedale può assumere un valore molto concreto.








