Lavoro

Lazio tra lavoro, fuga dei giovani e caro affitti: cosa racconta il Rapporto Svimez

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Lazio tra lavoro, fuga dei giovani e caro affitti: cosa racconta il Rapporto Svimez - Omniroma.it

Roma continua ad attirare studenti, giovani professionisti e funzionari da molte parti d’Italia.

Università, ministeri, grandi aziende e un mercato del lavoro legato ai servizi fanno ancora da calamita. Eppure qualcosa non torna. Il Lazio riesce ad attrarre competenze ma fatica sempre di più a trattenerle, soprattutto tra i più giovani.

Il Rapporto Svimez 2025 racconta proprio questo equilibrio fragile: lavoro in crescita, investimenti pubblici che aumentano grazie al Pnrr, ma anche salari sotto pressione, affitti sempre più pesanti e una fuga all’estero che continua.

I numeri parlano chiaro. Tra il 2022 e il 2024 più di 10mila giovani del Lazio hanno scelto di trasferirsi all’estero.

La mobilità che attraversa tutta l’Italia

Il fenomeno non riguarda solo il Lazio. Secondo il rapporto, negli ultimi tre anni circa 175mila giovani hanno lasciato il Mezzogiorno. Molti si sono spostati verso regioni del Centro-Nord.

Una parte arriva proprio a Roma, che resta uno dei principali punti di approdo per chi studia o cerca un primo impiego qualificato.

Ma il movimento non si ferma lì. Molti di quelli che arrivano poi ripartono. Alcuni verso altre regioni italiane, altri direttamente verso l’estero.

È quello che gli economisti definiscono una sorta di mobilità a catena del capitale umano. Il risultato è che Roma continua ad attrarre giovani, ma non riesce sempre a offrire condizioni sufficienti per convincerli a restare.

Il lavoro cresce ma non sempre basta

Negli ultimi anni l’occupazione è aumentata. Il rapporto sottolinea che il numero di posti di lavoro è cresciuto, soprattutto tra i giovani.

Il problema, però, riguarda la qualità del lavoro. L’inflazione ha ridotto il potere d’acquisto dei salari e il fenomeno dei lavoratori poveri è diventato sempre più visibile.

Avere un contratto non significa necessariamente avere stabilità. In molte attività legate ai servizi e al turismo, molto presenti a Roma, restano diffusi part-time involontari, stagionalità e stipendi bassi.

Per molti giovani diventa difficile costruire un progetto di vita stabile. E quando arrivano opportunità migliori all’estero, la scelta di partire diventa più facile.

Il nodo della casa a Roma

Accanto al lavoro c’è un altro tema che pesa sempre di più: la casa. Il rapporto ricorda che in Italia oltre 650mila famiglie aspettano un alloggio popolare. A Roma il patrimonio di edilizia residenziale pubblica rappresenta il 3,3% delle abitazioni.

Una quota che esiste ma che non riesce a bilanciare un mercato immobiliare sempre più costoso.

Per chi vive in affitto il rischio di povertà è molto più alto rispetto a chi possiede una casa. In una città dove il turismo e gli affitti brevi hanno cambiato interi quartieri, trovare una casa a prezzi sostenibili è diventato sempre più difficile.

Il ruolo degli investimenti pubblici

Negli ultimi anni il Pnrr ha dato una spinta significativa agli investimenti pubblici. Molti comuni hanno accelerato la progettazione delle opere e ridotto i tempi delle procedure.

Anche Roma sta portando avanti numerosi interventi tra infrastrutture, trasporti e servizi.

Il vero punto, secondo il rapporto, è capire se questa accelerazione resterà solo una fase legata ai fondi europei oppure diventerà un modo stabile di lavorare per le amministrazioni.

Nel frattempo il quadro resta complesso: più lavoro, più investimenti, ma anche più difficoltà per chi vuole restare. E la domanda che resta sospesa riguarda proprio questo equilibrio fragile tra opportunità e qualità della vita.

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