A Roma partono ufficialmente i cantieri per quattro nuove stazioni della Linea C. L’intervento riguarda il prolungamento della tratta verso il quadrante nord-ovest della città, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti tra il centro storico, l’area di San Pietro e il quartiere Prati.
Le stazioni interessate dalla nuova fase di lavori sono Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano e Clodio/Mazzini.
Chiesa Nuova sorgerà nel cuore del centro storico, in prossimità dell’omonima piazza, a pochi passi da Corso Vittorio Emanuele II. San Pietro verrà realizzata nell’area dei giardini di Castel Sant’Angelo e sarà una delle fermate più profonde dell’intera linea. Ottaviano rappresenterà un nodo di interscambio diretto con la Linea A, mentre Clodio/Mazzini diventerà il nuovo terminale della tratta in questa fase di estensione.
Si tratta di un passaggio atteso da anni, che porta la Linea C dentro zone ad alta intensità di flussi turistici, istituzionali e residenziali.
Un’estensione strategica per la rete
Il prolungamento punta a migliorare l’integrazione tra le linee esistenti e a decongestionare alcune direttrici tradizionalmente sotto pressione. Il collegamento con Ottaviano, già servita dalla Linea A, dovrebbe facilitare i cambi e distribuire meglio i passeggeri tra le due linee.
L’arrivo della Linea C nell’area di San Pietro è destinato a incidere soprattutto sugli spostamenti verso il Vaticano e Castel Sant’Angelo, oggi affidati quasi esclusivamente a bus e metro A. Clodio/Mazzini, invece, rafforzerà la copertura del quartiere Prati, una delle zone più densamente abitate e frequentate della capitale.
Cantieri e viabilità
L’apertura dei lavori comporta modifiche alla circolazione nelle aree coinvolte. Le operazioni di scavo, consolidamento e predisposizione delle infrastrutture richiederanno interventi prolungati, con inevitabili effetti sulla viabilità locale.
Residenti e attività commerciali dovranno convivere con restrizioni, deviazioni e cantieri visibili. Situazioni già note in altre zone della città interessate dall’espansione della Linea C.
Tempi e incognite
Il cronoprogramma prevede una realizzazione pluriennale. Come sempre accade a Roma, il fattore archeologico rappresenta una variabile difficile da stimare con precisione. Ogni scavo in centro storico può portare a rallentamenti, revisioni progettuali o stop temporanei.
Le precedenti fasi della Linea C hanno mostrato quanto sia complesso intervenire nel sottosuolo romano, tra reperti, vincoli e adeguamenti tecnici.
Effetti attesi sul trasporto urbano
Una volta completate, le nuove stazioni dovrebbero ampliare la copertura della rete metropolitana e offrire alternative concrete al trasporto privato e alle linee di superficie. L’estensione mira a ridurre i tempi di percorrenza su tratte oggi caratterizzate da traffico intenso e frequenti rallentamenti.
Resta però la distanza tra l’avvio dei lavori e l’entrata in esercizio delle fermate. Un intervallo lungo, durante il quale la città dovrà gestire disagi immediati in vista di benefici futuri.
Nel frattempo Roma scava ancora. Tra aspettative, prudenza e la consapevolezza che ogni metro di nuova linea sotterranea, qui, è sempre una storia a sé.








