Ambiente

Temperature record nell’Artico: “Inverno senza neve, solo pioggia”. Allarme per gli equilibri climatici

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news- omniaroma.it

L’Artico continua a subire un riscaldamento senza precedenti, con temperature che risultano fino a sette volte superiori alla media storica per il periodo invernale. Questa anomalia climatica sta generando effetti estremamente preoccupanti, tra cui la quasi totale assenza di neve e la presenza esclusiva di pioggia anche nei mesi più freddi, un fenomeno definito dagli esperti come “surreale”.

Negli ultimi anni, l’Artico ha mostrato segnali evidenti di uno squilibrio climatico profondo. Le temperature registrate nel corso dell’inverno 2025-2026 hanno sovvertito ogni previsione, con valori che in alcune località hanno raggiunto livelli fino a sette volte superiori rispetto alla media stagionale. Questo ha causato un drastico ridimensionamento dello strato nevoso che, tradizionalmente, copre la regione durante i mesi invernali. In molte aree si è registrata una quasi totale assenza di neve, sostituita da continue precipitazioni piovose, un evento preoccupante per l’ecosistema circostante.

Gli scienziati sottolineano che questa mancanza di neve non solo altera il delicato bilancio energetico della regione, ma compromette anche la capacità di riflettere la radiazione solare, favorendo un ulteriore innalzamento delle temperature tramite un processo di retroazione positiva noto come effetto albedo ridotto.

Impatti ambientali e conseguenze globali

Il fenomeno del riscaldamento record nell’Artico non è un problema confinato alla sola area polare: le ripercussioni si estendono a livello globale. La diminuzione del ghiaccio marino e della neve influisce sulle correnti oceaniche e atmosferiche, con conseguenti alterazioni climatiche che si manifestano anche in Europa, Asia e Nord America. La presenza di pioggia durante l’inverno artico, invece della neve, accelera il degrado del permafrost, liberando grandi quantità di gas serra come metano e anidride carbonica, aggravando ulteriormente il cambiamento climatico.

Le comunità indigene e la fauna locale, adattate a condizioni estreme e gelide, si trovano a dover affrontare una trasformazione rapida e radicale del loro habitat. Specie come l’orso polare e la volpe artica vedono compromesse le loro possibilità di sopravvivenza, mentre le attività umane, dalla pesca alla navigazione, devono adeguarsi a condizioni sempre più imprevedibili.

L’attenzione degli istituti di ricerca e delle organizzazioni internazionali resta alta, con un’intensificazione delle attività di monitoraggio satellitare e di campo per catturare dati più precisi e tempestivi sull’evoluzione della situazione climatica nell’Artico. Parallelamente, emergono sempre più proposte per contrastare il riscaldamento globale, focalizzate su riduzioni più incisive delle emissioni di gas serra e su investimenti in energie rinnovabili.

Il quadro attuale conferma l’urgenza di politiche ambientali globali più decise, volte a preservare non solo l’Artico ma l’intero equilibrio climatico terrestre, minacciato dall’aumento di temperature senza precedenti e dalle conseguenze che ne derivano a catena.