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Alluvione a Latina, 170 millimetri di pioggia in poche ore: il Comune valuta lo stato di calamità

Alluvione a Latina, 170 millimetri di pioggia in poche ore: il Comune valuta lo stato di calamità
Immagine generata con AI

Latina sommersa dall’acqua: nelle ore tra il 21 e il 22 ottobre 2026, la città pontina è stata colpita da un evento alluvionale di eccezionale intensità. Sono caduti 170 millimetri di pioggia in poche ore, quasi il triplo dei 50 millimetri previsti dalle previsioni meteorologiche. Il Comune valuta ora se richiedere lo stato di calamità naturale, mentre i danni si contano su strade, infrastrutture e attività commerciali.

Un’alluvione a Latina senza precedenti per intensità

Il dato pluviometrico da solo racconta la portata dell’evento: 170 millimetri di precipitazioni concentrati in un arco di tempo ristrettissimo, a fronte di una previsione che si fermava a 50 millimetri. Significa che è caduta più di tre volte la pioggia attesa, travolgendo ogni capacità di drenaggio urbano e mettendo in ginocchio intere zone della città.

Il Centro operativo comunale — il Coc, struttura di coordinamento della Protezione civile locale — era stato attivato già nel pomeriggio del 20 ottobre, a dimostrazione che i segnali di allerta erano stati raccolti. Tuttavia, la realtà dell’alluvione a Latina ha superato di gran lunga qualsiasi scenario di rischio calcolato in anticipo.

Strade chiuse, centri commerciali allagati, treni fermi

Le conseguenze immediate si sono manifestate su più fronti. La strada Litoranea, arteria fondamentale per la mobilità della provincia, è stata chiusa al traffico a causa dell’allagamento. Un blocco che ha creato disagi significativi per pendolari e residenti delle zone costiere.

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Sul fronte ferroviario, le precipitazioni hanno causato l’interruzione dei treni sulla linea Roma–Napoli, con ripercussioni su migliaia di passeggeri in transito lungo uno dei corridoi più trafficati del Lazio meridionale.

In città, l’acqua ha invaso i centri commerciali Goretti e LatinaFiori, con danni alle strutture e alle attività che vi operano. Le immagini circolate in queste ore mostrano corsie e parcheggi trasformati in specchi d’acqua, con veicoli parzialmente sommersi.

Il Comune valuta lo stato di calamità: Sezze ha già chiesto

Sul piano istituzionale, l’amministrazione comunale è al lavoro per quantificare i danni e decidere il passo successivo. Gianluca Di Cocco, assessore alla Protezione civile del Comune di Latina, coordina la risposta operativa, mentre la giunta valuta se formalizzare la richiesta di stato di calamità naturale.

La decisione non è ancora stata presa. Il Comune, come confermato dalle fonti istituzionali, non sa ancora con certezza se chiedere lo stato di calamità, una procedura che consente di accedere a risorse straordinarie dello Stato per il ripristino delle infrastrutture danneggiate e il sostegno alle attività economiche colpite.

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A fare da riferimento — e da stimolo — è il comportamento del vicino Comune di Sezze, che ha già formalizzato la richiesta di stato di calamità naturale dopo aver subito anch’esso i danni del maltempo di questi giorni. Un precedente che potrebbe accelerare la decisione anche a Latina.

Tre volte la pioggia prevista: il nodo della prevenzione

L’episodio riporta al centro del dibattito pubblico il tema della vulnerabilità idrogeologica del territorio pontino. La pianura dell’Agro Pontino, storicamente bonificata e attraversata da una fitta rete di canali, è particolarmente sensibile agli eventi piovosi estremi. Quando le precipitazioni superano in modo così netto le soglie previste, il sistema di scolo e drenaggio fatica a reggere.

Il divario tra i 50 millimetri previsti e i 170 millimetri effettivamente caduti non è solo un dato meteorologico: è la misura di quanto i modelli di previsione e, di conseguenza, i piani di emergenza comunali, possano essere messi in crisi da fenomeni atmosferici sempre più intensi e imprevedibili. Una questione che riguarda non solo Latina, ma l’intero sistema di gestione del rischio nel Lazio meridionale.

Nelle prossime ore il quadro dei danni sarà più chiaro, e con esso la decisione del Comune sulla richiesta di calamità. Quello che già oggi è certo è che l’alluvione di Latina del 21 ottobre 2026 ha lasciato un segno profondo su una città che ora dovrà fare i conti con una ricostruzione, materiale e organizzativa, tutt’altro che semplice. Per aggiornamenti in tempo reale sulla situazione meteo e sulle allerte in Lazio è possibile consultare il portale della Protezione Civile della Regione Lazio.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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