Da via dei Fori Imperiali a Fontana di Trevi, passando per via delle Muratte e via del Lavatore: la truffa delle tre campanelle continua a mietere vittime nel cuore di Roma, colpendo turisti e passanti nelle zone più frequentate del centro storico. Dall’inizio del 2026, le forze dell’ordine hanno già registrato 200 denunce a carico di altrettante persone coinvolte nel raggiro, un dato che fotografa la portata di un fenomeno che resiste agli interventi repressivi e si ripresenta puntualmente nelle strade più iconiche della Capitale.
Come funziona il gioco delle tre campanelle: un inganno collaudato
Il meccanismo della truffa delle tre campanelle è semplice ma efficace, e si basa su una divisione precisa dei ruoli all’interno del gruppo criminale. Al centro della scena c’è il croupier, il soggetto che gestisce il gioco: dispone tre campanelle o gusci su una superficie improvvisata e nasconde un oggetto sotto uno di essi, rimescolando rapidamente le posizioni e invitando i presenti a scommettere su dove si trovi l’oggetto.
Intorno a lui operano i cosiddetti finti vincitori, complici che fingono di indovinare e di incassare premi, creando l’illusione che il gioco sia battibile. Completano il quadro le vedette, piantonate nei punti strategici per segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine e permettere al gruppo di dissolversi in pochi secondi. La vittima — quasi sempre un turista attratto dalla scena animata — perde i soldi puntati senza possibilità di recupero: il gioco è truccato dall’inizio.
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Le operazioni del 2026: 5 arresti e oltre 150 denunce prima di settembre
I numeri accumulati nel corso dell’anno rendono l’idea della scala del problema. Fino a settembre 2026, le forze dell’ordine avevano già eseguito 5 arresti e notificato 157 denunce, con operazioni concentrate nelle aree più esposte del centro storico. Tra le azioni più significative spicca quella del 18 maggio 2026, che ha portato a 41 denunce e al sequestro di 10.000 euro in contanti, denaro raccolto attraverso il raggiro.
A settembre, una nuova operazione mirata alla zona di Fontana di Trevi — con controlli estesi a via della Stamperia, via delle Muratte e via in Arcione — ha prodotto ulteriori 13 denunce in un’unica giornata. In parallelo, nelle 48 ore precedenti, erano state segnalate 8 persone nelle aree di Trevi e Castel Sant’Angelo, a conferma che il fenomeno non si concentra in un unico punto ma si distribuisce su più snodi del centro.
Le zone più colpite: dai Fori Imperiali a Trevi
La truffa delle tre campanelle predilige le arterie con il più alto transito turistico. Via dei Fori Imperiali è uno dei teatri principali: il flusso costante di visitatori diretti al Colosseo o ai Musei Capitolini offre ai truffatori una platea rinnovata ogni ora. Via delle Muratte e via del Lavatore, che convergono verso Fontana di Trevi, rappresentano un secondo polo ad alta concentrazione di episodi.
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Non è un caso che le operazioni di settembre abbiano interessato proprio queste strade: si tratta di percorsi obbligati per chi visita i monumenti più celebri della città, e la densità pedonale rende difficile distinguere un gruppo di truffatori da una normale assemblea di curiosi. Le vedette sfruttano questa confusione per guadagnare i secondi necessari alla fuga.
Perché il fenomeno non si ferma
Nonostante il numero crescente di denunce e arresti, la truffa delle tre campanelle dimostra una capacità di rigenerazione che frustra le operazioni di contrasto. I gruppi sono organizzati, reattivi e capaci di ricostituirsi rapidamente dopo ogni intervento delle forze dell’ordine. La struttura a ruoli distinti — croupier, complici, vedette — consente di disperdere le responsabilità e di rendere più difficile la prova a carico dei singoli.
Sul piano giuridico, molti dei fermati vengono denunciati a piede libero per il reato di truffa aggravata, ma i tempi della giustizia e le difficoltà probatorie permettono spesso la reiterazione del comportamento. Il Commissariato di Polizia di Stato di Roma ha documentato le modalità operative e le aree di intervento, sottolineando come la risposta debba essere continuativa e non episodica.
Per i turisti che visitano Roma, la regola è una sola: non fermarsi ad assistere, non scommettere denaro e non lasciarsi convincere dai “vincitori” entusiasti che circondano il tavolo improvvisato. Quello che sembra un gioco di abilità è, in ogni caso, una trappola costruita nei minimi dettagli da professionisti del raggiro. Con 200 persone denunciate dall’inizio dell’anno e operazioni che si susseguono settimana dopo settimana, il centro storico di Roma resta uno dei fronti più attivi del contrasto alle truffe di strada — e la vigilanza, da parte sia delle istituzioni che dei visitatori, rimane lo strumento più efficace a disposizione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








