Dal primo luglio le auto elettriche non entreranno più gratis nella Ztl di Roma: servirà un permesso annuale a pagamento, anche se con tariffa ridotta.
La giunta capitolina ha approvato la delibera che supera il regime di accesso gratuito finora previsto per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica. Una scelta che cambia le regole per migliaia di cittadini che negli ultimi anni avevano puntato sull’elettrico anche per muoversi più facilmente nel centro storico.
Il nuovo permesso costerà circa il 50% in meno rispetto a quello previsto per le auto a benzina o diesel equivalenti. L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è mantenere un trattamento di favore, ma introdurre comunque un contributo economico per contenere il numero di accessi.
Perché cambia la regola
Negli ultimi quattro anni le immatricolazioni di veicoli elettrici a Roma sono cresciute del 350%. Un aumento che si è tradotto in un boom di richieste di accesso alle Ztl, arrivate a circa 75mila autorizzazioni complessive. Oggi, dopo i mezzi del trasporto pubblico, le auto elettriche sono quelle che transitano di più nel centro storico.
Secondo l’amministrazione, anche se a emissioni zero, questi veicoli contribuiscono alla congestione del traffico e alla riduzione degli spazi di sosta. Il centro, nato per limitare la pressione delle auto, si è ritrovato con un numero crescente di ingressi consentiti. Da qui la decisione di intervenire.
Chi continuerà a entrare gratis
Non tutti dovranno pagare. Restano esentati i residenti della Ztl, gli artigiani con laboratorio nell’area, i genitori che accompagnano figli nelle scuole del centro storico, i medici convenzionati e le aziende o enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili. Resta gratuita anche l’autorizzazione per il car sharing.
Per queste categorie il sistema non cambia. Per gli altri, invece, l’accesso diventerà subordinato al pagamento del nuovo permesso.
Quanto costerà il nuovo permesso
Il costo, nella maggior parte dei casi, sarà di 1.000 euro l’anno, contro i 2.016 previsti per un veicolo tradizionale. In altre situazioni la cifra sarà più bassa: ad esempio 500 euro per categorie che con un’auto non elettrica pagherebbero 1.016 euro. Anche per alcune attività terziarie collocate nella Ztl con posto auto sono previste tariffe ridotte rispetto ai veicoli a combustione.
Gli attuali titolari riceveranno comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità con modalità e scadenze per richiedere il nuovo permesso. Per le nuove immatricolazioni, il sistema entrerà in vigore contestualmente all’attivazione della piattaforma aggiornata, sempre dal primo luglio 2026.
Le reazioni politiche
L’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, ha spiegato che la misura nasce dalla necessità di regolare i flussi in una fase in cui il numero di auto elettriche è in costante crescita. Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di un intervento più ampio per rendere il centro storico meno congestionato, citando anche controlli sui falsi permessi per invalidi e un confronto con le categorie per migliorare la logistica delle merci.
Dall’opposizione sono arrivate critiche immediate. Il consigliere di FdI Federico Rocca ha definito il provvedimento un passo indietro rispetto alle promesse fatte a chi aveva scelto l’elettrico anche per usufruire di agevolazioni.
La questione, in fondo, riguarda un equilibrio delicato: da una parte incentivare la mobilità sostenibile, dall’altra contenere il traffico in un centro storico che resta fragile e sovraccarico. Dal primo luglio la teoria si trasformerà in pratica, e saranno i numeri degli accessi a dire se la misura avrà davvero l’effetto sperato.








