A Pomezia si torna a parlare di grandi investimenti nella logistica. Nelle ultime settimane, diverse fonti di settore hanno segnalato l’avvio di lavori per un nuovo hub logistico a Pomezia, con SDA — descritta come leader italiano della logistica — al centro dell’attenzione. Tuttavia, le informazioni disponibili presentano alcune sovrapposizioni che vale la pena chiarire prima di trarre conclusioni definitive sull’entità e sulla paternità dell’investimento.
Cosa sappiamo con certezza: SDA e Pomezia, una storia già scritta
Il legame tra SDA e il distretto industriale di Pomezia non è nuovo. Il 15 maggio 2018 fu inaugurato un centro logistico SDA nella città pontina, una struttura progettata per gestire circa 8 milioni di pacchi all’anno e che all’epoca impiegava circa 60 lavoratori. Quell’inaugurazione segnò un momento importante per il territorio, confermando Pomezia come polo attrattivo per le grandi infrastrutture distributive del Centro Italia.
Quel centro nacque in un contesto di forte espansione dell’e-commerce e della domanda di consegne rapide, tendenze che da allora non hanno fatto altro che accelerare. Era dunque ragionevole attendersi, nel medio termine, un’ulteriore espansione della presenza logistica nell’area.
Il nodo irrisolto: SDA o Logicor? 19.000 o 20.000 metri quadri?
Ed è qui che la situazione si complica. Le fonti che circolano in questo periodo riferiscono di un nuovo progetto nell’area di Pomezia con inizio lavori nell’ottobre 2026, ma con attribuzioni non del tutto concordanti. Alcune fonti — tra cui post sui social e siti di settore — associano il progetto direttamente a SDA, indicando una struttura di circa 19.000 metri quadri. Altre fonti, datate sempre fine ottobre 2026, citano invece Logicor — operatore specializzato nel real estate logistico — come promotore di un hub da circa 20.000 metri quadri nella stessa area.
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Non è chiaro, allo stato attuale, se si tratti di due progetti distinti — uno di SDA come operatore logistico e uno di Logicor come sviluppatore immobiliare, magari in rapporto di locatario e locatore — oppure se le fonti stiano descrivendo lo stesso intervento con dati leggermente divergenti. La differenza di mille metri quadri tra le due cifre e la diversa attribuzione del soggetto promotore non sono dettagli trascurabili, e al momento non è possibile risolverli con certezza sulla base delle informazioni verificabili disponibili.
È una distinzione importante: Logicor sviluppa e gestisce immobili logistici, mentre SDA è un operatore che utilizza queste strutture per i propri servizi di spedizione e distribuzione. I due ruoli sono complementari, non alternativi, e spesso coesistono nello stesso progetto. Ma senza accesso ai testi integrali delle fonti — molte delle quali risultano parzialmente accessibili o limitate — sarebbe scorretto presentare come definitivo un quadro che resta ancora parzialmente nebuloso.
Perché Pomezia resta una scelta strategica per la logistica laziale
Al di là delle incertezze attributive, il dato strutturale è solido: Pomezia è uno dei principali distretti industriali e logistici del Lazio, e la sua posizione geografica la rende naturalmente attrattiva per chi opera nella distribuzione nell’area metropolitana romana e nel Centro-Sud Italia.
Il territorio beneficia di una rete viaria che connette direttamente all’autostrada A12 Roma-Civitavecchia e alla via Pontina, con accesso rapido all’aeroporto internazionale di Fiumicino. La vicinanza a Roma — a meno di trenta chilometri dal Grande Raccordo Anulare — consente di servire in tempi brevi un bacino di utenza di diversi milioni di persone. Non è un caso che negli ultimi anni molti operatori abbiano scelto quest’area per insediare magazzini e centri di smistamento.
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Il settore della logistica di ultimo miglio, in particolare, ha vissuto una trasformazione profonda: la crescita degli acquisti online ha reso necessari hub di prossimità capaci di garantire consegne in giornata o entro ventiquattr’ore. Una struttura di 19.000 o 20.000 metri quadri nell’area di Pomezia risponderebbe esattamente a questa esigenza, posizionandosi come nodo chiave per la distribuzione verso Roma e i Castelli Romani.
L’impatto occupazionale: prudenza sui numeri
Tra le informazioni che circolano sul nuovo progetto, alcune fonti evocano la creazione di centinaia di posti di lavoro. Si tratta di una stima che, per quanto plausibile in linea teorica per una struttura di quelle dimensioni, non risulta verificata da fonti ufficiali accessibili. Il precedente del 2018 — circa 60 addetti per un centro pensato per 8 milioni di pacchi l’anno — suggerisce che le cifre occupazionali dipendano molto dal grado di automazione adottato e dalla tipologia di operazioni svolte.
I moderni hub logistici integrano sempre più sistemi automatizzati di smistamento, nastri trasportatori robotizzati e software di gestione degli ordini, il che può ridurre il fabbisogno di manodopera diretta rispetto ai centri di generazioni precedenti. Non è detto, quindi, che una struttura più grande significhi automaticamente un numero proporzionalmente maggiore di lavoratori.
Per avere dati affidabili sull’impatto occupazionale sarà necessario attendere comunicazioni ufficiali da parte dei soggetti coinvolti — che si tratti di SDA, di Logicor o di entrambi — o dichiarazioni delle istituzioni locali e regionali competenti. Il Comune di Pomezia e la Città Metropolitana di Roma Capitale sono le fonti da seguire per aggiornamenti verificati. Chiunque abbia interesse a seguire gli sviluppi del settore può consultare il portale Uomini e Trasporti, tra le testate specializzate di riferimento in Italia per la logistica e i trasporti.
Quello che emerge con chiarezza, al netto delle ambiguità sui dettagli, è che il distretto di Pomezia continua ad attrarre investimenti significativi nella filiera distributiva. Per un territorio che ha costruito la propria identità economica sull’industria e sui servizi alle imprese, ogni nuovo insediamento di questa portata rappresenta un segnale concreto di vitalità — e una ragione in più per tenere alta l’attenzione su cosa succederà nei prossimi mesi di cantiere.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








