Nei pressi dei Fori Imperiali e di Ponte Sant’Angelo, tra i luoghi più visitati di Roma, si ripete da mesi uno schema che le forze dell’ordine conoscono bene: qualcuno dispone dei contenitori su un cartone, un complice finge di vincere, e il turista di turno perde i propri soldi in pochi secondi. La truffa delle tre campanelle — uno dei raggiri più antichi al mondo — continua a colpire i visitatori del centro storico della Capitale nel 2026, nonostante le operazioni di polizia abbiano portato a centinaia di denunce nel corso dell’anno.
Come funziona la truffa delle tre campanelle
Il meccanismo è semplice, rodato e quasi invariato rispetto alle sue origini storiche. Un manipolatore posiziona tre scatole o bicchieri rovesciati su un piano di cartone e nasconde un oggetto sotto uno di essi, poi sposta i contenitori con rapidità crescente. La vittima è convinta di poter seguire il movimento e di sapere dove si trova l’oggetto nascosto. Non è così.
Quello che il turista non vede è il sistema di complicità che lo circonda. Tra la folla ci sono falsi scommettitori — complici del truffatore — che vincono vistosamente per incoraggiare gli ignari a puntare. Quando la vittima decide di partecipare, il gioco è già truccato: l’oggetto non è mai dove sembra, e i soldi svaniscono in pochi istanti. La truffa delle tre campanelle è considerata dagli esperti uno dei giochi di fiducia più antichi del mondo, eppure continua a fare vittime tra visitatori di ogni nazionalità.
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Le operazioni di polizia nel 2026: numeri e aree colpite
I dati delle operazioni condotte nel corso del 2026 restituiscono la dimensione reale del fenomeno. A settembre, una stretta mirata della polizia ha portato alla denuncia di 13 truffatori in una singola operazione. In un arco di soli 48 ore, altre otto persone sono state denunciate tra i Fori Imperiali e Ponte Sant’Angelo, due dei punti nevralgici dove la truffa si concentra con maggiore frequenza.
Il dato complessivo è ancora più significativo: nel 2026 sono finiti oltre 200 soggetti sotto indagine, mentre in un anno le forze dell’ordine hanno denunciato complessivamente più di mille truffatori attivi con il gioco delle tre campanelle a Roma. Sono numeri che documentano sia la capillarità del fenomeno sia lo sforzo investigativo messo in campo per contrastarlo.
Le zone più colpite restano quelle ad altissima densità turistica: i Fori Imperiali, con il loro flusso costante di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, e Ponte Sant’Angelo, il passaggio pedonale che conduce a Castel Sant’Angelo e che d’estate e d’autunno è percorso da migliaia di persone ogni giorno. Entrambe le aree ricadono nel cuore del centro storico, in un territorio dove la presenza turistica crea condizioni ideali per chi vuole agire indisturbato tra la folla.
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Un fenomeno difficile da sradicare nel cuore di Roma
La persistenza della truffa delle tre campanelle nel tessuto urbano romano pone una questione che va oltre la singola operazione di polizia. Il raggiro si adatta all’ambiente: i truffatori operano in gruppo, si disperdono rapidamente al minimo segnale di pericolo e riorganizzano il tavolo da gioco in un altro punto nelle vicinanze. La struttura per complicità — con falsi scommettitori che fungono da esca e da schermo — rende difficile identificare e fermare l’intera rete in un colpo solo.
Per i turisti, il rischio è amplificato dalla distrazione tipica di chi visita un luogo per la prima volta: l’attenzione è rivolta ai monumenti, alla fotografia, alla mappa sul telefono. I truffatori sfruttano esattamente questo momento di disattenzione, spesso avvicinando le vittime in modo cordiale e informale, come se si trattasse di un passatempo innocente. Non lo è mai.
Le autorità raccomandano di non fermarsi mai a osservare questi giochi di strada, di non cedere alla pressione dei falsi vincitori e di segnalare immediatamente la presenza di questi gruppi alle forze dell’ordine. Per approfondire le operazioni di contrasto condotte dalla polizia a Roma, è possibile consultare il servizio di Rai News TGR Lazio dedicato alla stretta di settembre 2026.
Con oltre mille denunce in un anno e centinaia di indagati nel solo 2026, la truffa delle tre campanelle rimane una delle sfide più concrete che Roma deve affrontare nella gestione dei suoi spazi turistici. La risposta delle forze dell’ordine è attiva e documentata, ma la natura mobile e adattiva di questi gruppi impone una vigilanza che non può essere episodica. Chi visita la città — e chi ci vive — deve sapere che il gioco sul cartone non è mai un gioco.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








