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Julia 3.0, l’app di Roma che localizza auto rimosse, segnala buche e parla 80 lingue

Julia 3.0, la nuova app di Roma: trova auto rimosse, segnala buche e risponde in 80 lingue
Immagine generata con AI

Roma Capitale ha presentato il 24 ottobre 2026, al Gazometro di Ostiense durante la Maker Faire Rome – The European Edition, la nuova versione del proprio assistente virtuale municipale. Julia 3.0 non è un semplice aggiornamento: segna il passaggio da uno strumento informativo a una piattaforma operativa che consente ai cittadini di accedere direttamente ai servizi comunali, segnalare disservizi e interagire in oltre ottanta lingue, tutto dallo schermo del proprio smartphone.

Dall’informazione all’azione: cosa cambia con Julia 3.0

Quando Julia debuttò nel marzo 2025, il suo ruolo era essenzialmente quello di una guida digitale: rispondeva a domande sui servizi del Comune, orientava l’utente tra uffici e procedure, ma non poteva fare molto di più. Con Julia 3.0, Roma Capitale compie un salto qualitativo sostanziale. L’app diventa un canale diretto di erogazione dei servizi municipali, con accesso a trenta funzioni comunali attivabili tramite chat.

Il cambiamento più immediato riguarda i documenti. Julia 3.0 permette di richiedere certificati anagrafici in trenta secondi, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli o navigare tra portali non sempre intuitivi. Per accedere a queste funzionalità, il login è disponibile tramite SPID, CIE o CNS, le credenziali digitali già familiari a chi usa i servizi pubblici online in Italia.

Come funziona l’app Roma per le segnalazioni di disservizi

Uno degli aspetti più rilevanti per la vita quotidiana dei romani è la possibilità di utilizzare l’app Roma per le segnalazioni di disservizi urbani direttamente dall’interfaccia di Julia. Buche sull’asfalto, lampioni spenti, rifiuti abbandonati, marciapiedi dissestati: situazioni che ogni giorno i cittadini incontrano nei propri quartieri e che spesso faticano a segnalare attraverso i canali tradizionali.

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Con Julia 3.0, la segnalazione diventa un’operazione integrata nell’assistente: l’utente descrive il problema, anche tramite comandi vocali, e l’app si occupa di indirizzare la richiesta agli uffici competenti. È un modello che punta a ridurre la distanza tra il cittadino e l’amministrazione, trasformando ogni romano in un sensore attivo del territorio. Per chi vive in quartieri periferici — da Tor Bella Monaca a Primavalle, da Acilia a Casal Bruciato — dove i disservizi sono spesso più frequenti e meno visibili, uno strumento del genere può fare una differenza concreta.

La funzione di segnalazione si inserisce in una strategia più ampia di civic tech che Roma Capitale sta sviluppando, con l’obiettivo di rendere la gestione urbana più reattiva e tracciabile.

Ottanta lingue: Julia parla anche ai turisti e alle comunità straniere

Roma è una città di oltre duemilioni e ottocentomila residenti, con una componente straniera significativa e flussi turistici tra i più alti d’Europa. Il supporto a oltre 80 lingue non è un dettaglio tecnico, ma una scelta politica precisa: rendere i servizi comunali accessibili anche a chi non parla italiano.

Un cittadino bangladese residente al Pigneto, una famiglia ucraina nel Municipio IV, un turista americano che ha bisogno di informazioni in centro storico: tutti possono interagire con Julia 3.0 nella propria lingua. Questa apertura multilingue distingue l’assistente romano da molti strumenti analoghi adottati da altre amministrazioni europee, e ha spinto il sindaco Roberto Gualtieri a presentare l’app come un punto di riferimento nel panorama dell’intelligenza artificiale applicata alla pubblica amministrazione.

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Il palcoscenico: Maker Faire e la scelta del Gazometro

La presentazione al Gazometro di Ostiense, sede della Maker Faire Rome, non è stata casuale. L’evento — uno dei più importanti d’Europa dedicato all’innovazione tecnologica — ha offerto a Roma Capitale una vetrina internazionale per mostrare come una grande città possa integrare l’intelligenza artificiale nella gestione quotidiana dei servizi pubblici.

Il sindaco Gualtieri ha scelto un contesto tecnico e internazionale per lanciare Julia 3.0, puntando a posizionare Roma non solo come capitale della storia e del turismo, ma anche come laboratorio di innovazione digitale. Il messaggio è rivolto sia ai romani — che da oggi hanno uno strumento più potente per interagire con il Comune — sia alle altre amministrazioni europee che osservano con attenzione il percorso della Capitale.

Come scaricare e accedere a Julia 3.0

L’accesso a Julia 3.0 avviene tramite la nuova app di Roma Capitale, disponibile per dispositivi iOS e Android. Il login richiede le credenziali digitali nazionali — SPID, CIE o CNS — necessarie per le funzioni che comportano l’accesso a dati personali o l’emissione di documenti. Per le funzioni informative e le segnalazioni di base, l’interazione può avvenire anche senza autenticazione, abbassando ulteriormente la soglia di accesso per i cittadini meno familiari con i servizi digitali.

L’interfaccia supporta sia la digitazione testuale sia i comandi vocali, una scelta che amplia la platea degli utenti potenziali includendo persone anziane o con difficoltà motorie. Tutte le informazioni ufficiali sull’app sono disponibili sul portale istituzionale di Roma Capitale.

Julia 3.0 è, allo stato attuale, la versione più ambiziosa di un progetto che Roma ha avviato meno di due anni fa. La strada percorsa — da chatbot informativo a piattaforma operativa con trenta servizi integrati, segnalazioni urbane e ottanta lingue — mostra quanto rapidamente possa evolvere uno strumento digitale quando c’è una visione chiara dietro. La vera prova, però, sarà nei prossimi mesi: nella capacità dell’app di reggere i volumi di utilizzo, di trasformare le segnalazioni in interventi concreti e di guadagnarsi la fiducia quotidiana di chi Roma la vive davvero.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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