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Targhe personalizzate, 600 euro per scegliere lettere e numeri

Targhe auto personalizzate: 600 euro per scegliere lettere e numeri
Le targhe auto personalizzate arrivano in Italia con un costo di 600 euro per le auto e 360 per le moto. Scopri come scegliere lettere e numeri.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la misura che introduce in Italia le targhe auto personalizzate, consentendo ai proprietari di veicoli di scegliere lettere e numeri della propria targa entro i limiti previsti dalla normativa. L’annuncio è arrivato tra il 28 e il 30 ottobre 2026, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha presentato l’iniziativa in conferenza stampa al termine della riunione di governo. Un servizio atteso da tempo, che trasforma un’abitudine diffusa in altri paesi europei in una realtà concreta anche per gli automobilisti italiani.

Quanto costa scegliere la propria targa

Il prezzo è definito con precisione dal nuovo Codice della Strada: per le automobili, la coppia di targhe personalizzate — anteriore e posteriore — ha un costo complessivo di 600 euro. La cifra si compone di 500 euro destinati al Poligrafico dello Stato, ai quali si aggiunge una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, che va al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per chi possiede una moto, la spesa scende a 360 euro, in linea con il fatto che si tratta di una sola targa posteriore. Si tratta in ogni caso di un servizio a pagamento, con costi che ricadono interamente sul richiedente e non comportano oneri aggiuntivi per lo Stato.

Come funziona la scelta di lettere e numeri

Il sistema permette di selezionare lettere e numeri personalizzati, ma sempre entro i limiti fissati dalla normativa vigente. Non è quindi una libertà assoluta: la combinazione scelta deve rispettare le regole del formato standard delle targhe italiane. Non sono ammesse sequenze che riproducano termini vietati, offensivi o già assegnati ad altri veicoli.

La presidente Meloni, presentando la misura, ha usato parole dirette: «Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo». Una frase che sintetizza bene la logica del provvedimento: libertà di scelta, ma con un corrispettivo economico chiaro e proporzionato.

Una norma che esisteva già, ma senza regole attuative

Non si tratta di una novità assoluta nel quadro giuridico italiano. La legge aveva già previsto la possibilità di targhe personalizzate, ma mancavano i decreti attuativi che ne consentissero l’applicazione concreta. Per anni il servizio è rimasto sulla carta, inattuabile per assenza di regolamentazione operativa. Il nuovo Codice della Strada colma questa lacuna, fissando i prezzi e le condizioni di accesso al servizio.

Questo passaggio è rilevante: non si sta approvando un principio nuovo, ma si sta finalmente dotando di strumenti concreti una norma che giaceva inapplicata. La misura è inserita nel pacchetto della manovra di bilancio, il che spiega anche la definizione del meccanismo di ripartizione dei proventi tra Poligrafico e Ministero.

Quando sarà possibile richiedere la targa personalizzata

Su questo punto è necessario essere precisi: il nuovo Codice della Strada stabilisce i costi, ma non fissa ancora una data di avvio operativo del servizio. Le ipotesi circolate nelle ultime ore — chi parla del 2027, chi del 2028 — restano speculazioni non confermate da fonti ufficiali. Prima che il servizio diventi effettivamente disponibile agli sportelli o attraverso canali digitali, saranno necessari ulteriori provvedimenti attuativi.

Chi è già interessato a personalizzare la propria targa dovrà quindi attendere indicazioni ufficiali da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Poligrafico dello Stato, i due enti coinvolti nella gestione del servizio. Per aggiornamenti normativi è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il confronto con gli altri paesi europei

Le targhe auto personalizzate sono da anni una realtà consolidata in molti paesi europei. Nel Regno Unito il mercato delle private number plates genera ogni anno centinaia di milioni di sterline, con alcune combinazioni rare vendute all’asta a prezzi elevatissimi. In Germania, Francia e Spagna esistono sistemi analoghi, con gradi di libertà e costi variabili a seconda della normativa locale.

L’Italia arriva a questo appuntamento con ritardo rispetto ai principali partner europei, ma con un modello tariffario già definito e relativamente accessibile: 600 euro per un’auto non è una cifra simbolica, ma è ben lontana dai valori raggiunti in altri mercati per combinazioni particolarmente ambite. Il servizio si configura quindi come un’opzione per chi desidera un tocco di personalità sul proprio veicolo, senza trasformarsi in un mercato speculativo.

Resta da vedere con quale rapidità il governo riuscirà a tradurre la norma in un servizio operativo. L’approvazione in Consiglio dei Ministri è il primo passo concreto dopo anni di attesa: il secondo, quello che consentirà davvero agli italiani di scegliere le lettere sulla propria targa, dipenderà dalla velocità con cui verranno emanati i decreti attuativi necessari.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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