Da domenica 15 novembre 2026, i termosifoni a Roma possono essere accesi: scatta ufficialmente la stagione di riscaldamento domestico, regolata da un’ordinanza del Comune di Roma che fissa limiti precisi sulle ore di funzionamento e sulla temperatura massima raggiungibile negli ambienti. La misura, che durerà fino all’8 aprile 2027, punta a contenere i consumi energetici e le emissioni inquinanti in una città con milioni di abitazioni e impianti centralizzati. Per i romani, significa fare i conti con regole più stringenti rispetto al passato.
Termosifoni a Roma dal 15 novembre: cosa dice l’ordinanza
Il provvedimento del Comune di Roma stabilisce che gli impianti di riscaldamento possono restare accesi per un massimo di 11 ore al giorno. Non si tratta di una libertà totale nella scelta degli orari: il limite giornaliero è tassativo e vale per le abitazioni dotate di riscaldamento centralizzato così come per quelle con impianti autonomi. Chi supera la soglia delle undici ore rischia di incorrere in sanzioni previste dalla normativa vigente.
Il secondo vincolo riguarda la temperatura: i termosifoni non possono portare gli ambienti interni oltre i 19 gradi. Il Comune di Roma ha fissato questa soglia come limite massimo consentito per tutta la durata della stagione termica, dal 15 novembre 2026 all’8 aprile 2027. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre i consumi energetici e abbattere le emissioni inquinanti che gravano sulla qualità dell’aria in città durante i mesi freddi.
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Un’ora in meno e un grado in meno rispetto agli anni precedenti
Secondo quanto riportato da Fanpage.it, Roma posticipa l’accensione dei termosifoni rispetto agli anni precedenti e introduce restrizioni più severe: un’ora di funzionamento in meno al giorno e un grado in meno come temperatura massima consentita. Si tratta di un irrigidimento concreto delle regole, che i romani si trovano ad applicare già dalla prima settimana di novembre inoltrato.
Per chi vive in appartamenti con impianti centralizzati, la gestione degli orari spetta all’amministratore di condominio o al responsabile dell’impianto, che è tenuto al rispetto del tetto delle 11 ore. Chi invece dispone di un impianto autonomo è direttamente responsabile del rispetto dei limiti. In entrambi i casi, il termostato non dovrebbe superare i 19 gradi nelle stanze abitate.
Perché il Comune ha scelto questi limiti
L’ordinanza comunale risponde a una logica di sostenibilità ambientale e risparmio energetico. Il riscaldamento degli edifici residenziali è tra le principali fonti di emissioni di ossidi di azoto e particolato fine durante l’inverno urbano. Limitare le ore di funzionamento e la temperatura massima degli impianti riduce direttamente il carico sulle reti di distribuzione del gas e abbassa le emissioni nell’atmosfera cittadina.
La stagione termica 2026–2027 si estende per quasi cinque mesi, dal 15 novembre all’8 aprile: un arco temporale lungo nel quale piccole riduzioni quotidiane si traducono in risparmi complessivi significativi, sia in termini di bollette per i cittadini sia in termini di impatto ambientale complessivo per la città.
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Cosa devono fare i romani da subito
Chi ha un impianto autonomo deve verificare che il termostato sia impostato correttamente e che il timer non superi le 11 ore di accensione nelle 24 ore. Chi abita in un condominio con riscaldamento centralizzato può rivolgersi all’amministratore per conoscere gli orari programmati e verificarne la conformità con l’ordinanza.
È utile anche controllare lo stato dei radiatori prima di accendere l’impianto: sfiatare i termosifoni, verificare che non ci siano perdite e assicurarsi che la caldaia abbia effettuato la manutenzione annuale prevista dalla normativa. Questi accorgimenti non solo migliorano l’efficienza del riscaldamento, ma permettono di sfruttare al meglio le 11 ore consentite senza sprechi.
Per informazioni ufficiali sull’ordinanza e sulle modalità di applicazione, il riferimento principale resta il portale istituzionale di Roma Capitale, dove sono disponibili i dettagli del provvedimento.
La stagione dei termosifoni a Roma è dunque iniziata, ma con regole più rigide che mai. Chi rispetta i limiti contribuisce a un obiettivo collettivo: tenere la città più respirabile e le bollette più leggere per tutti, fino all’8 aprile.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








